Paolo 24 dicembre 2021 09:45
Inutile qui spiegare il rapporto professionale che mi legava a Paolo, ma ogni anno (2020 a parte per le restrizioni), prima di Natale, passavo a fargli gli auguri.
So che difficilmente avrebbe lasciato il suo fornitore per noi, ma vista la bella persona era comunque un piacere e - ormai un'usanza - a cui tenevo. Paolo sapeva che sotto Natale gli piombavo in Azienda senza neppure preavvisarlo, ma avevamo un patto: dieci minuti di colloquio serrato, gli auguri, lo scambio dei calendari e non un minuto di più.
Se metto insieme i vari "10 minuti e non un minuto di più" degli ultimi anni non arrivo a due ore. Eppure ... eppure in quei dieci minuti che sottraeva al suo indaffarato lavoro (prima delle feste poi ...) Paolo mi ha sempre dimostrato stima, amicizia, grandissima e calorosa professionalità e disponibilità come fossi un amico vero. Se vedere una persona solamente 10 minuti all'anno ti porta a ascrivere, commosso e lacrime agli occhi, queste righe, posso solo dire una cosa, che ovviamente chi ti conosceva sa bene: Paolo, eri una persona davvero speciale, sorridente e disponibile e quando a questo giro ti sono piombato in Azienda e non ho ti ho trovato e con grandissimo riserbo mi hanno fatto capire ... Paolo, ho pianto.
Mi chiamo come te e - scopro ora cercandoti su internet - che siamo entrambi del 1967. Forse questo, senza saperlo uno dell'altro, ci legava oltre alla tua grande sorridente disponibilità. 10 minuti alle volte racchiudono un mondo, un'infanzia figlia degli stessi miti, ti abbraccio e ti penso, ovunque tu sia.
E ecco ... vedi 10 minuti ce l'ho fatta anche stavolta. Ciao Paolo
Paolo M.